La storia delle nostre lettere miniate

Quando, negli anni ’50, abbiamo cominciato a creare le nostre pergamene scritte a mano con le lettere miniate, i computer erano solo fantascienza. A volte oggi si dà per scontato che le macchine e i programmi di grafica ed editing facciano il grosso del lavoro e che possano in qualche modo uguagliare l’ars creativa umana. Alla base di tutto però c’è un’idea, un gusto e un senso del Bello, un amore per la storia e la tradizione coltivati con dedizione.  

Una creatività frutto di un’attenta ricerca

Studio per lettera miniata

Studio per lettera miniata

Per rendere preziose ed esclusive le sue realizzazioni con le lettere miniate, Rino Pensa intraprende una ricerca nelle biblioteche, negli archivi e nei monasteri. Uno studio complesso, attento, preciso e meticoloso: la matita come strumento; schizzi e appunti il frutto della ricerca.   La foto è uno studio del capolettera M realizzato negli anni ’50. I calligrafi dovevano utilizzare questo disegno come traccia per disegnare un originale, prima con tratto a matita, quindi ripassato con pennino e china color seppia e successivamente campito a tempera. Ogni lettera miniata era decorata in accordo all’ornato cui andava abbinata. La pergamena poteva essere arricchita con più capilettera, a seconda dell’importanza e della tipologia di lavoro da eseguire.